H2-Synergy: ricerca e imprese insieme per il futuro dell’idrogeno

Cefla ha partecipato al progetto H2-Synergy per sviluppare tecnologie sostenibili nell'idrogeno, unendo ricerca e industria per il futuro energetico.

Cefla ha partecipato il 29 ottobre all’evento finale del progetto H2-Synergy, svoltosi al Tecnopolo di Bologna e dedicato al futuro dell’idrogeno e dei suoi derivati.

L’iniziativa ha presentato i risultati di un percorso di ricerca sviluppato con il sostegno dei Fondi europei della Regione Emilia-Romagna, incentrato sull’integrazione tra gassificazione di biomasse e plastiche di scarto ed elettrolisi ad alta temperatura.

All’interno del programma, Michele Denti, referente di Cefla per Energia e cogenerazione, ha preso parte al panel dedicato alle opportunità industriali delle celle a ossidi solidi (SOEC) e alla loro integrazione nei processi industriali e nella valorizzazione delle biomasse.

L’intervento ha permesso di portare sul tavolo la prospettiva di chi lavora ogni giorno su soluzioni energetiche e di cogenerazione per il mondo industriale: non solo la produzione di idrogeno, ma anche le condizioni concrete perché queste tecnologie possano diventare affidabili, efficienti e integrabili negli impianti reali.

H2-Synergy ha esplorato un approccio ibrido che combina la gassificazione degli scarti di biomasse e plastiche — per ottenere syngas e biochar — con l’elettrolisi SOEC per la produzione di idrogeno. Questa integrazione può generare vantaggi economici e migliorare l’efficienza complessiva del processo, aprendo nuove prospettive per il vettore idrogeno e per i derivati del gas di sintesi.

Per Cefla la partecipazione al progetto rappresenta un’occasione per approfondire come le tecnologie emergenti possano dialogare con l’esperienza maturata nell’energia e nella cogenerazione, contribuendo a immaginare soluzioni industriali più sostenibili e orientate alla transizione energetica.

La giornata ha incluso panel tematici su gassificazione, reforming e catalisi, celle a ossidi solidi e valorizzazione del biochar, oltre a una tavola rotonda sul passaggio dal progetto all’impianto industriale. Nel pomeriggio, i partecipanti hanno inoltre visitato il corner dimostrativo e i laboratori del CIRI FRAME dell’Università di Bologna, dove sono state svolte alcune delle attività sperimentali previste dal progetto.


Pubblicata il 30 ottobre 2026


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